Maria si presenta

Accadde in una vacanza estiva, in una località balneare affacciata sul mar Tirreno, mi pare Cavi di Lavagna, non ricordo. Nemmeno ricordo dove fossi prima, cosa stessi facendo. Presumo giocassi con le mie compagne particelle di polvere stellare a chi, prima delle altre, sarebbe riuscita a sperimentare l’oblio del divino. Non ricordo se fui la prima della compa o se dovetti attendere a lungo, fatto sta che ad un certo punto cominciò la mia esperienza umana: l’inconscio di Dio. Immagino stessi bene nella pancia di Emilia; bene ma non troppo, quel tanto per decidere di starci i canonici 9 mesi. Poi, dall’Origine du Munde, la mia testa fece capolino e venni al mondo. Uèèè

Da che ho memoria il mondo dei suoni mi rapisce e ancor oggi non sono in grado di parlare correttamente se in sottofondo c’è musica. E’ un linguaggio così denso di significati che ne sono invasa e non mi è dato escluderlo. Dunque se desiderate parlare con me, fatelo in assenza di suoni organizzati.

Da ragazza studiavo alle magistrali e frequentavo il corso di chitarra classica al Conservatorio. Mi hanno sempre detto che sono una brava musicista e alla fine ci ho creduto. Ho fatto un po’ di concerti dopo il diploma, fino ad una specie di esaurimento nervoso. La causa? Mi si rompevano le unghie! “Eeeeh che fighetta di cristallo!” Direte voi. Si vede che non suonate la chitarra classica! Trascorrevo ore, giorni, mesi alla ricerca di quel preciso suono che avevo in testa e che dovevo riuscire ad ottenere ogni volta lo volessi. Dipende dalla forza, dall’angolazione, dalla distanza, dal punto di contatto, dal tempo di attrito tra l’unghia del mio dito e la corda della chitarra. Ci riuscivo. Ero soddisfatta. Ero poi disperata quando l’unghia si rompeva, o sfaldava e non potevo più ritrovare il senso di quell’esecuzione. Questo avveniva quasi sempre in prossimità di un concerto o di un concorso. Ho provato a farmi ricostruire le unghie da varie estetiste: un disastro dietro l’altro. Alla fine ho gettato la spugna ed ho smesso di fare concerti di musica classica.

L’espressione e la ricerca attraverso la musica, ha comunque sempre avuto bisogno di qualcosa di più diretto di uno strumento esterno: la chitarra ha una voce magnifica ma ho sempre amato usare anche la mia e, intorno ai 18 anni, ho studiato canto lirico. Interessante la tecnica ma poco affascinante la sonorità timbrica. Appresa dunque la prima, abbandono la seconda per dedicarmi al canto moderno, jazz, rock, blues, pop, persino popolare.

Compongo canzoni fin da ragazzina.

Faccio un po’ di concorsi, concerti e varie esperienze di gruppi. Tutte cose che continuo a fare anche oggi. Mi piace sempre molto suonare la chitarra e le percussioni ma cantare è un’esperienza di maggior valore. E’ il mio corpo che vibra, che è causa ed effetto,  che è unione degli opposti/simili musica e silenzio, espansione e contrazione… Questa vibrazione stimola il rilascio di sostanze endocrine che producono benessere. Si impara a porre l’attenzione mentale alla fisiologia di organi del nostro corpo che altrimenti non si è educate ad ascoltare. È un ascolto di sé profondo, il Sé e l’ascolto. Per questo cantare bene è importante. Cantare è davvero un’esperienza mistica: avvicina l’Essenza dimenticata, qualunque essa sia. Lo sperimento su di me e attraverso l’insegnamento da anni e lo consiglio a chiunque, anche a chi ha difficoltà di intonazione. Qualcuno direbbe che è mooolto libbberatorio. Vero!

Bene!

Dopo questa presentazione in stile chiacchierata, vi rimando alla pagina I miei maestri qualora desideraste qualcosa di più formale.

Ciao

Maria